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In cammino con Maria

 

Loreto è luogo di pellegrinaggi. Dobbiamo anzi dire di più: è un luogo nato perché, prima ancora che ci fosse Loreto, ci sono stati pellegrinaggi, e se oggi Loreto è conosciuta nel mondo è perché dentro le sue mura si conserva la reliquia della Santa Casa, e ogni loretano vive all’ombra di questo fenomeno religioso. Vuol dire quindi che i fedeli di Loreto sono destinati a restarsene sempre a casa, pronti a ricevere i pellegrini che, a milioni, vengono a venerare la Casa di Maria, senza mai uscire ed andare altrove? Certamente no: dopo aver ricevuto l’annuncio dell’Angelo, “Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda” (Lc 1,39).
È quindi Maria stessa che ci dà l’esempio e ci fa capire che la casa è un punto di riferimento che ci identifica, ma non una prigione che ci rinchiude.
Anche noi, come Maria, ci mettiamo in cammino per andare incontro al mondo, per scoprire luoghi santi diversi, per vivere esperienze spirituali nuove, che ci aiutino a capire meglio la nostra fede e il modo in cui altri l’hanno vissuta. Il pellegrinaggio fa parte anche della nostra esperienza di crescita spirituale, e lo affrontiamo con gli stessi sentimenti di Maria, che si metteva in viaggio per compiere un’opera di carità, per adempiere il disegno del Padre, per restare vicina al suo Figlio.
Quest’anno, ancora una volta rispondiamo all’appello che giunge dalla Terra Santa, per entrare in contatto più intimo con la Parola di Dio, visitando i luoghi in cui “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14). Sappiamo che la bellezza dei luoghi si esalta al conoscere che porremo lo sguardo là dove Gesù ha guardato e cammineremo sulla stessa polvere che hanno calpestato i suoi piedi. Nello stesso tempo, daremo ai cristiani di quelle regioni il conforto della nostra vicinanza e della nostra carità, sapendo che ambedue le dimensioni sono ogni anno più importanti ed urgenti.
Torniamo anche a Lourdes, in quel santuario che ricorda l’incontro di Maria Immacolata con la piccola Bernadette.
Il silenzio della grotta e la sobrietà dei messaggi ci fanno ricordare l’atmosfera che si vive all’interno delle tre pareti della Santa Casa.
Anche il pellegrinaggio a Santiago de Compostela ci conduce ad una esperienza di sapore evangelico: la memoria di un grande Apostolo, la cui tomba ha ispirato e ispira ancora oggi la fede degli spagnoli, che ha dato un’anima al loro desiderio di libertà dall’oppressione straniera e che oggi deve stimolare una coscienza rinnovata di adesione a quei valori del Vangelo che, anche là, sono irrisi, ostacolati e giudicati ormai un ricordo del passato, da cancellare quanto prima.
Un’avvertenza, al di là delle indispensabili istruzioni che ci daranno i responsabili dei viaggi: ogni nostro movimento ha uno scopo di istruzione, di arricchimento e di santificazione.
Sono occasioni uniche che la Provvidenza mette a nostra disposizione: non lasciamole passare invano. Assieme agli occhi e alle orecchie, apriamo il nostro cuore al Signore, che ci parla attraverso l’esperienza del cammino, per poter tornare con dentro di noi qualcosa di nuovo e di bello.

 
+ Giovanni Tonucci
Arcivescovo Prelato di Loreto
 
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s.f. 2009