
Viaggiare in Giordania significa scoprire un Paese che si rivela poco alla volta, con delicatezza. È una terra dove ogni pietra, ogni rovina e ogni panorama sembrano raccontare storie di profeti, mercanti, beduini e imperi antichi.
Il mio viaggio in Giordania è stato un percorso che ha unito fascino archeologico, spiritualità e una dose di stupore che difficilmente si dimentica. Un itinerario tra luoghi iconici come la città di Petra, il Monte Nebo, il sito archeologico di Gerasa (Jerash) e il suggestivo deserto di Wadi Rum.
Appena superato il controllo passaporti dell’aeroporto di Amman, la prima impressione è quella di un Paese ordinato, ospitale e incredibilmente sicuro.
I giordani hanno un modo di accoglierti che mette subito a tuo agio: un sorriso aperto, un “Welcome to Jordan!” sincero.
La strada verso sud è il primo vero contatto con il Paese. Il paesaggio cambia lentamente: deserti silenziosi, altipiani rocciosi e piccoli villaggi sparsi accompagnano il viaggio. Ogni chilometro sembra allontanarti dal mondo di tutti i giorni e portarti in una dimensione più antica. Ed è proprio qui che si comincia davvero a capire cosa significa viaggiare in Giordania.

Quando si parla di cosa vedere in Giordania, Petra è senza dubbio la prima meraviglia che viene in mente. Conosciuta come la città rosa del deserto, Petra è uno dei siti archeologici più straordinari al mondo.
Visitare Petra significa capire quanto l’ingegno umano possa fondersi con la forza della natura.
L’ingresso alla città nabatea avviene attraverso il Siq, una stretta gola lunga oltre un chilometro con pareti alte fino a 80 metri. Camminando tra queste rocce ti senti quasi avvolto dal paesaggio: il vento scivola tra le pareti creando un’eco leggera, mentre i colori cambiano continuamente dal rosa al rosso fino al viola.
Ogni passo è un crescendo, come se Petra volesse prepararti lentamente alla sorpresa finale.
All’improvviso la gola si apre e davanti agli occhi appare il celebre Tesoro di Petra. Il cuore sembra fermarsi per un attimo.
È una di quelle visioni che non si dimenticano, anche se l’hai vista decine di volte in foto o nei film. Il Tesoro, alto circa 40 metri, è scolpito direttamente nella roccia con una precisione incredibile.
La luce del mattino lo avvolge di un rosa dorato, mentre al tramonto la pietra assume tonalità rosso intenso.
Sedersi qui per qualche minuto, osservare i cammelli che passano e ascoltare il silenzio del deserto è una delle esperienze più suggestive di tutto il viaggio in Giordania.

Molti pensano che Petra sia solo il Tesoro, ma la realtà è che la città è enorme, una vera metropoli scolpita nella roccia.
Tra i luoghi da non perdere:





Dopo l’imponenza di Petra, il Monte Nebo offre un’esperienza diversa: più intima, riflessiva e legata alla spiritualità. Secondo la tradizione biblica, è da qui che Mosè avrebbe contemplato per la prima e ultima volta la Terra Promessa.
La vista dall’alto è mozzafiato: la valle del fiume Giordano; il Mar Morto, dalle acque dense e immobili; le pianure di Gerico e, nelle giornate più limpide, le alture fino a Gerusalemme. È uno di quei panorami che sembrano parlare da soli.
Il sito custodisce anche una basilica del IV secolo, ampliata nei secoli successivi dai monaci francescani. I pavimenti in mosaico sono un piccolo tesoro della Giordania perfettamente conservato: scene di caccia, vigneti, animali esotici e raffinati motivi geometrici raccontano storie antiche attraverso l’arte. Passeggiare tra questi mosaici è come sfogliare un antico libro illustrato.
Sul piazzale, una grande croce intrecciata a un serpente si staglia contro il cielo. È un’opera moderna dello scultore Giovanni Fantoni che unisce i simboli del Vecchio e del Nuovo Testamento. Perfetta per contemplare il panorama, respirare il silenzio e lasciarsi ispirare.

Non mi aspettavo che Gerasa, oggi chiamata Jerash, mi colpisse così. Avevo visto qualche foto prima di partire, certo, ma camminare davvero tra quelle colonne è tutta un’altra storia.
Il sito archeologico di Jerash in Giordania è considerato uno dei complessi romani meglio conservati al mondo. Camminare tra queste rovine dà davvero la sensazione di entrare in una città sospesa nel tempo.
Le strade lastricate sembrano ancora pronte ad accogliere carri e mercanti, mentre il Cardo Maximus, con le sue colonne allineate, invita a passeggiare senza fretta. Io l’ho fatto lentamente, fermandomi spesso, più per assorbire l’atmosfera che per scattare foto.
Il Foro Ovale è uno degli spazi più scenografici del sito: enorme, armonioso, quasi teatrale. Sedersi su un gradino e immaginare la vita dell’antica città romana è un’esperienza davvero suggestiva: voci, affari, incontri quotidiani… Intorno a me solo silenzio, interrotto dal vento e dai passi di altri viaggiatori, tutti con lo stesso sguardo un po’ stupito.
Continuando a camminare, tra templi, terme e teatri, mi ha colpito quanto Gerasa appaia “vivibile”. Non sembra un museo, ma una vera città costruita per le persone.
Nel Teatro Sud, perfettamente conservato, ho assistito a un piccolo esperimento acustico: una guida parlava a bassa voce dal palco e la sua voce arrivava chiaramente fino agli spalti più alti.
Il bello di Gerasa è anche il contrasto. Da una parte le rovine romane, dall’altra la città moderna che le circonda, viva, rumorosa, presente. È come se passato e presente convivessero senza disturbarsi, ognuno consapevole del valore dell’altro.

Il deserto di Wadi Rum in Giordania è uno di quei luoghi che rimangono dentro anche dopo il viaggio. Non è solo un deserto: è un paesaggio che sembra appartenere a un altro pianeta.
Le montagne rosse e le pareti di arenaria sono scolpite dal vento e dal tempo, creando scenari che cambiano colore durante tutta la giornata. All’alba e al tramonto il deserto si trasforma in uno spettacolo naturale unico. Visitare Wadi Rum significa immergersi in un ambiente immenso e silenzioso, dove il tempo sembra rallentare.
C’è poi un altro aspetto: l’esperienza umana. I beduini del deserto custodiscono una tradizione di ospitalità semplice e autentica. Dormire in una tenda beduina, sotto un cielo pieno di stelle, bere tè alla menta attorno al fuoco e ascoltare il silenzio del deserto sono momenti che ti riportano all’essenziale.

Quando andare in Giordania?
I periodi migliori per viaggiare in Giordania sono:
Le temperature sono miti e ideali per visitare Petra e il deserto del Wadi Rum.
Quando non andare in Giordania?
L’estate può essere molto calda, soprattutto nelle zone desertiche del sud del Paese.
Come vestirsi in Giordania?
Per un viaggio in Giordania è consigliato portare:
Cosa vedere in Giordania oltre Petra?
Se stai pianificando un itinerario in Giordania, ci sono altri luoghi imperdibili:
Un’esperienza che resta nel cuore
La Giordania sorprende per la sua autenticità, per la bellezza austera dei suoi paesaggi e per la gentilezza genuina della sua gente. È un Paese che invita a rallentare, ad osservare e ad ascoltare.
Un viaggio in Giordania non finisce quando torni a casa: continua dentro di te, nei ricordi dei deserti silenziosi, delle città scolpite nella roccia e degli incontri lungo il cammino.
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